Federico Folloni è un direttore d’orchestra italiano la cui formazione e attività professionale si sviluppano attraverso un percorso che unisce pianoforte, composizione, esperienza orchestrale e una progressiva specializzazione nel repertorio operistico. Nato a Novellara, città natale del tenore Franco Tagliavini, si avvicina alla musica all’età di otto anni iniziando lo studio del pianoforte presso la scuola di musica della sua città. La curiosità verso il linguaggio musicale lo porta presto ad approfondire anche il violino, la viola, il clarinetto e le percussioni, maturando una conoscenza diretta di differenti strumenti e dell’organico orchestrale.
Prosegue la propria formazione al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, dove si diploma in pianoforte con il M° G. Nuti e approfondisce la composizione con il M° G. Tosi. Successivamente si dedica alla direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, dove si diploma con il M° V. Parisi. Parallelamente alla formazione accademica sviluppa una lunga esperienza didattica: dal 2000 insegna teoria musicale, pianoforte e prove orchestrali, attività che nel corso degli anni accompagnerà il suo percorso direttoriale e il lavoro con giovani musicisti.
È nei primi anni Duemila che inizia a orientare sempre più decisamente la propria attività verso la direzione d’orchestra. Nel 2012 affronta le prime esperienze come assistente del direttore nella produzione operistica presso il Conservatorio di Parma, con Le nozze di Figaro, e nello stesso anno si confronta con il repertorio sinfonico negli Stati Uniti, dirigendo la Bakersfield Orchestra nell’ambito del Conducting California Institute sotto la guida del M° J. Farrer.
L’anno successivo torna al Conservatorio di Parma come assistente nella produzione di Rigoletto e debutta come direttore ospite con la Filarmonica “M. Jora” di Bacău, dirigendo un programma comprendente ouverture di Verdi e la Sinfonia n. 5 di Beethoven. Parallelamente continua a cercare occasioni di confronto e perfezionamento, partecipando alla masterclass di direzione d’orchestra dell’Accademia Musicale Chigiana.
Il suo percorso assume progressivamente una dimensione più ampia. Nel 2014, dopo l’esperienza come assistente nella produzione di Rigoletto al Teatro di Salsomaggiore, viene selezionato per il concorso internazionale di direzione d’orchestra “Bucharest Jeunesses Musicales”. Nel 2015 arrivano ulteriori selezioni fra le quali Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra di Besançon e al Concorso “Lovro von Matačić”, esperienze che si inseriscono in un’intensa fase di perfezionamento e di confronto con scuole e tradizioni direttoriali differenti.
Nello stesso periodo approfondisce sia il repertorio sinfonico sia quello operistico. Dirige l’Orchestre de Chambre de Paris nel concerto conclusivo della masterclass del M° N. Thomson, con musiche di Elgar, Dvořák e Britten, e affronta il repertorio bachiano dirigendo il Concerto per due violini in re minore. A Verona partecipa inoltre alla masterclass di Opera Verona, dirigendo il concerto conclusivo con pagine tratte da Il barbiere di Siviglia e Le nozze di Figaro.
Negli anni successivi prosegue il perfezionamento in masterclass tenute da direttori quali M° R. Numajiri e M° D. Gatti e viene selezionato per il Nino Rota Conducting Competition e per il Mendelssohn Conducting Competition. La sua attività non si limita al grande repertorio, ma comprende anche la musica del Novecento e la produzione contemporanea: a Brescia dirige il Dedalo Ensemble nella rassegna “Ali del ’900”, in un programma dedicato a musiche di giovani compositori. Il percorso di selezioni internazionali prosegue inoltre con l’ammissione al Concorso Internazionale “Luigi Mancinelli” di Orvieto.
A partire dal 2018 la sua attività assume una connotazione sempre più fortemente legata al repertorio operistico e al lavoro con i cantanti. In quell’anno diventa direttore musicale del concerto annuale dedicato alla memoria del tenore Franco Tagliavini, dirigendo l’Orchestra Filarmonica dell’Opera Italiana “Bruno Bartoletti” in collaborazione con il soprano Raina Kabaivanska e gli allievi della sua Accademia. Il programma, interamente dedicato al repertorio vocale e operistico, comprende pagine da Le nozze di Figaro, Norma, La traviata, La bohème e Tosca, oltre a pagine orchestrali di Verdi e Mascagni. Nel 2019 torna alla guida della stessa orchestra al Teatro “F. Tagliavini”, affrontando due capisaldi del repertorio sinfonico, la Sinfonia n. 7 di Beethoven e la Sinfonia n. 40 di Mozart.
Il passaggio a un’attività professionale sempre più strettamente legata ai grandi teatri e festival italiani avviene negli anni successivi. Al Festival Verdi di Parma lavora nel 2017 come assistente del M° S. Rolli e collabora sempre con lui alla produzione de La traviata del Maggio Musicale Fiorentino. Nel 2021 inizia la collaborazione come assistente del M° R. Abbado al Festival Verdi, nella produzione di Un ballo in maschera, collaborazione che prosegue nel 2022 con La forza del destino.
Nel 2023, dopo gli anni segnati dalla pandemia, segue la produzione de Il trovatore al Festival Verdi sotto la direzione del M° F. I. Ciampa e, nello stesso anno, debutta con La traviata. La lunga esperienza maturata come assistente, insieme al lavoro sul repertorio e alla pratica con cantanti e orchestre, trova così una prima sintesi nella direzione di una produzione operistica.
La collaborazione come assistente del M° R. Abbado prosegue nel 2024 al Festival Verdi con Macbeth e successivamente con il Concerto di Capodanno, nel quale viene eseguita la Sinfonia n. 9 di Beethoven. Nello stesso anno torna a confrontarsi direttamente con giovani musicisti e cantanti dirigendo l’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Reggio Emilia in un concerto dedicato alla memoria di Franco Tagliavini con brani sinfonici come la Jupiter di Mozart e Crisantemi di Puccini ed arie tratte dal repertorio operistico pucciniano.
Nel 2025 rafforza ulteriormente la propria attività direttoriale e il rapporto con le nuove generazioni di musicisti, tornando alla guida dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Reggio Emilia con un concerto improntato su arie d’opera affiancate a brani sinfonici quali overture, Blumine di Mahler e Petit suite di Debussy. Al Festival Verdi prende parte alla produzione di Otello ricoprendo il ruolo di Direttore Musicale di Palcoscenico e collaborando come assistente del M° R. Abbado, direttore della produzione: un incarico che porta in primo piano un aspetto fondamentale della sua esperienza maturata negli anni, quello del rapporto tra direzione musicale, orchestra, cantanti e palcoscenico all’interno della complessa macchina produttiva dell’opera.
Nel 2026 torna al Festival Verdi per la produzione di Alzira, lavorando come assistente del M° J. Conlon e ricoprendo nuovamente il ruolo di Direttore Musicale di Palcoscenico. Nello stesso anno viene selezionato per il Pehlivanian International Conducting Competition, proseguendo così anche sul piano internazionale il percorso di confronto con altre realtà e scuole direttoriali.
Il percorso del M° Federico Folloni si caratterizza quindi per una formazione musicale articolata e per un progressivo passaggio dalla dimensione dello studio e del perfezionamento a una sempre più concreta esperienza professionale. Le numerose selezioni ottenute in concorsi internazionali di direzione d’orchestra — da Bucharest Jeunesses Musicales a Besançon, Lovro von Matačić, Nino Rota, Mendelssohn e Luigi Mancinelli, fino al Pehlivanian International Conducting Competition — rappresentano una componente significativa di questo percorso, insieme alle esperienze maturate in orchestra, nelle masterclass e soprattutto all’interno delle produzioni operistiche.
Oggi la sua attività si concentra in particolare sul repertorio operistico e sul lavoro con orchestra e cantanti, con un percorso professionale costruito attraverso la collaborazione con direttori quali R. Abbado, S. Rolli e J. Conlon e attraverso esperienze maturate in realtà quali il Festival Verdi e il Maggio Musicale Fiorentino. A questa dimensione si affianca il costante interesse per la formazione delle nuove generazioni, che continua a trovare espressione nel lavoro con giovani orchestre, musicisti e cantanti.